Lettera aperta alla Fondazione Opera di Roma

Apr 2, 2012 10 Comments in Comunicazione Integrata, Marketing, News by

Egr. Dr. De Martino,

le scrivo in qualità della sua carica di Sovrintendente della Fondazione Opera di Roma in relazione al bando relativo alla progettazione della nuova campagna di comunicazione.

Vorrei iniziare dagli aspetti positivi, ovvero dal fatto che, in linea con le esigenze attuali, il bando si riferisca a una campagna di comunicazione integrata che prevede il ricorso a un’ampia serie di discipline e strumenti. Inoltre il fatto che sia una gara aperta anche a livello internazionale può sicuramente aiutare a portare in Italia esperienze di comunicazione del settore Cultura diverse da quelle abitualmente applicate nel nostro Paese.

Confesso che, per questi motivi, avevo molte aspettative quando mi sono accinto alla lettura del bando. L’entusiasmo di partenza per un progetto così importante, si è rapidamente smorzato quando mi sono accorto che, al suo interno, non c’era alcuna informazione sugli obiettivi della Fondazione, sul target di riferimento, sui programmi del Teatro, sullo storico della comunicazione intrapresa, sui vincoli di budget e così via. Insomma, manca totalmente un brief che fornisca tutte le informazioni necessarie a progettare una campagna coerente ed efficace di comunicazione integrata in cui tutte le parti devono seguire un medesimo filo conduttore.

Senza queste basi come è possibile costruire un progetto che risponda alle reali esigenze della Fondazione che, detto per inciso, solo voi potete analizzare, stabilire e indicare? Quale speranza fondata esiste che le diverse parti del progetto si incastrino magicamente per costituire un unicum – quale deve essere la comunicazione integrata – anziché restare uno spezzatino?

Di cosa parlo? Provo a spiegarmi con una metafora. Se la Fondazione avesse scritto nello stesso modo il bando per l’acquisto di una nuova vettura di servizio, sarebbe suonato più o meno così:

“La Fondazione indice un concorso per l’acquisto di una nuova vettura: i costruttori di motori, scocche, componentistica meccanica, sellerie, strumentazione, ecc. sono invitati a sottoporre le loro proposte secondo le seguenti specifiche:

Scocca: dopo uno studio dell’attività della Fondazione il costruttore deve definire l’utilizzo che Fondazione intende fare della vettura, la sua capienza, il numero di posti e proporre una scocca idonea a soddisfare i requisiti

Motore: dopo avere definito l’evoluzione futura dei sistemi di propulsione per autovetture, definite le esigenze della Fondazione in termini di percorrenza annua della vettura, identificate  l’alimentazione più corretta in base alle esigenze identificate, proponete la cilindrata del motore

Strumentazione: dopo avere definito le esigenze e le modalità di utilizzo della vettura, identificate la strumentazione necessaria e proponete anche aspetti evolutivi in chiave dei possibili sviluppi tecnologici

Sospensioni: dopo avere analizzato lo stato delle strade romane e italiane e tenendo conto dell’evoluzione futura della pavimentazione in conseguenza delle prossime elezioni amministrative in numerosi comuni, proponete la soluzione più adeguata”

e così via ….

Non avendo espresso a monte obiettivi ed esigenze della Fondazione relativi alla vettura necessaria, tutti i partecipanti invieranno la risposta al bando sulla base di pure ipotesi speculative, totalmente scollegate dalle effettive, reali esigenze, rispondendo sulla base della propria esperienza e visione di cosa debba avere una vettura.

Supponiamo , poi, di superare in scioltezza il primo scoglio, ovvero la valutazione delle proposte pervenute: mancando l’indicazione delle esigenze e degli obiettivi, manca anche la base oggettiva per discriminare in relazione alla maggiore o minore attinenza dei progetti. Passiamo quindi oltre e vediamo che auto potrebbe uscire.

La scocca prescelta è quella della Nuova Panda, perché è italiana, è simpatica, è understatement. Poiché si preferisce un auto briosa, la scelta del motore cade su un bel 12 cilindri BMW Turbo Diesel. Certo, appesantisce un po’ l’avantreno ma, dato che per ottemperare alle esigenze di austerity e taglio dei bilanci, verrà alimentato a GPL, magari col peso del serbatoio posteriore si bilancia un po’. Le portiere sono quelle della Mini, molto carine. Certo, sono solo due ma il problema non è poi così grave. Infatti, dato che in auto bisogna stare comodi, sono stati scelti i sedili della Q5, che dietro sporgono un po’ dalla scocca, quindi le porte posteriori non si sarebbero potute chiudere comunque. Per i pneumatici abbiamo deciso di approfittare di un’offerta di fine serie (si sa, anche il budget ha le sue esigenze ..) scegliendo quelli montati dal Cherokee. Si, sono un po’ grandi ma danno più stabilità. E poi con un paio di colpi ben assestati ai passaruota si riescono a fare entrare. Avremmo poi voluto un tetto vetrato, ma nelle proposte pervenute, nessuno ne ha fatto menzione, quindi non verrà installato. In ogni caso stiamo andando verso la bella stagione …

Lei comprerebbe una vettura realizzata in questo modo? Se la sua risposta è negativa mi chiedo allora: perché vuole farlo per la Comunicazione?

La ringrazio per l’attenzione e le invio i miei più cordiali saluti e auguri per la realizzazione della nuova campagna

Alessandro Santambrogio

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